L'Orange è un fiume che attraversa quasi tutto il Sudafrica. Nasce a circa 200 Km. a est di Johannesburg e finisce la sua corsa nell'Atlantico presso Alexander Bay. A sud di Kimberley, la città dei diamanti, riceve l'affluente Vaal proveniente dal Lesotho, uno degli stati neri indipendenti che si trovano all'interno del territorio Sudafricano. Un po' come San Marino in Italia. Lo Swaziland, che si trova a est della regione del Natal è il secondo stato nero indipendente inglobato nel territorio del Sudafrica. Per un lungo tratto l'Orange corre lungo il confine tra il Sudafrica e la Namibia, al limite del deserto del Kalahari, enorme distesa sabbiosa su di un altopiano la cui altezza media è di 900 mt., che tocca i territori del Sudafrica, Namibia, Botswana, Zimbabwe.
Il fiume Orange dava il nome allo stato più tradizionalista, razzista, boero di tutto il Sudafrica: l'Orange Free State.
Qui la popolazione è in maggioranza boera; gli abitanti di origine inglese in questo stato sono pochi. I boeri, una popolazione di origine olandese principalmente, ma anche tedesca e belga, sono i discendeti diretti di quei bianchi calvinisti che per primi sbarcarono sulle coste sudafricane nel 1600. Questi, su mandato dell'allora governo olandese, colonizzarono la costa sud del Sudafrica intorno al Capo di Buona Speranza (che gli inglesi chiamano Cape of Good Hope), e crearono delle basi di appoggio per le navi commerciali della Compagnia Olandese delle Indie.
Il collegamento in Ponte Radio per la ESCOM, la locale società di produzione e distribuzione di energia elettrica, la cui realizzazione, accettazione del cliente e messa in servizio ricadeva sotto la mia responsabilità, si trovava in buona parte nel territorio Dell'Orange Free State. Con inizio a De Aar, una cittadina del profondo ovest-sudovest quasi confinante con la Cape Provence, risalendo poi fino a Johannesburg nel Transvaal, attraversa tutto l'Orange Free State in diagonale costeggiando il fiume Orange, per una lunghezza di quasi 1000 km.
E così dopo circa un mese dal mio arrivo in Sudafraica, partii per De Aar con un furgone Volswagen Combi carico di strumentazione di misura elettronica. Dopo due giorni di viaggio in mezzo alla savana lungo una strada infinita, dritta come un tiro di fucile, ovviamente guidando a sinistra, arrivai a De Aar che mi accolse con una bella multa appena superai il cartello che indicava l'inizio del centro abitato. All'improvviso un poliziotto sbucò da dietro una siepe e mi fece segno di fermare e accostare. Io, che non me l'aspettavo, sobbalzai sul sedile e mi fermai appena prima di investirlo. Mi disse in Afrikans (la lingua dei boeri, una specie di olandese del 1600, che, insieme all'inglese, era la lingua ufficiale del Sudafrica)che avevo superato il limite di velocità. Io gli risposi in inglese che non capivo e lui mi invitò a scendere dalla macchina. Lo seguii fino a dietro il cespuglio dove c'era una macchinetta con un display che indicava circa 64 Km.; era la velicità a cui io andavo, rilevata dal telelaser, in un tratto il cui limite era di 50 km,/h. Indicandomi il display, con faccia truce mi apostrofò: "now do you understand?" Si, purtroppo avevo capito. Mi fece il verbale e mi invitò a presentarmi il mattino successivo dal giudice. Praticamente la legge locale prevedeva per il mancato rispetto dei limiti di velocità una specie di processo istruttorio nel corso del quale un giudice decideva se e come procedere. Dopo quasi 30 anni quelle terribili macchinette sarebbero arrivate anche da noi.
Buon giorno De Aar!! bella accoglienza!!! Fu il mio primo incontro con la durissima polizia locale. Scoprii più tardi che quella durezza nel fare rispettare le regole era bilanciata da altrettanta fermezza da parte della gente nel pretendere dai tutori dell'ordine il rispetto dei diritti personali.Dei bianchi però.
giovedì 6 maggio 2010
SUD AFRICA - Lungo l'Orange
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